
I personaggi si alternano danzando al ritmo della musica, originale e creata su misura per ognuno di loro. Si incrociano continui frammenti di immagini, figure che si succedono e che cambiano oggetti, accessori, costumi.
Il tutto a scena aperta condividendo con il pubblico le trasformazioni.
Una giapponese danza con dei ventagli, un uccello matto si stupisce incontrando il mondo degli uomini e fugge impaurito, una bambola-ballerina tenta di eseguire passi di danza classica senza successo e poi si diverte a giocare con due lunghi nastri colorati fra le nuvole. Per finire la super donna, la sensuale, la "tanghera" o la sciantosa, come direbbero a Napoli.
Una galleria di donne compone il quadro dalle diverse sfaccettature esposto in questa performance.
Un pretesto, un gioco per comunicare e condividere un momento fuori dal quotidiano.
Un incontro e un inevitabile addio.
Barnelli, tedesco di Maremma, come ama definirsi, è conosciuto per il suo sodalizio con Otto (il duo Otto e Barnelli lanciato da Renzo Arbore in televisione ne "L'altra domenica" nel 1977) durato 25 anni.
Irresistibile, trascinante, Barnelli è conosciuto e apprezzato in tutta Europa.
Grande anticipatore, primo moderno one man band, ha usato chilometrici trampoli, pattini a rotelle e strumenti stranissimi.
I suoi movimenti non sono mai casuali, gira come un Dervisci ora piano, ora forte, sfonda il muro della gente, segue e insegue.
La sua musica è molto speciale, tutta da vedere.
Ogni intervento è, da sempre, un travolgente successo.
Figuranti in abiti medioevali, combattimento simulato in armatura e spade vere, esposizione di armature ed armi.